STORIA DELLE COSTELLAZIONI

 

LE COSTELLAZIONI ODIERNE

In questa pagina è presentata la storia delle costellazioni, sia delle odierne 88 presenti sia di quelle ormai dimenticate, esistite in passato.

Il primo a redigere un catalogo delle costellazioni fu l'alessandrino Tolomeo (120 – 180 d.C), che pubblicò ne "l'Almagesto" ben 48 figure:

Boreali - Equatoriali
Zodiacali
Australi - Equatoriali
Orsa Minore
Ariete
Mostro marino
Orsa Maggiore
Toro
Orione
Dragone
Gemelli
Eridano
Cefeo
Cancro
Lepre
Bifolco
Leone
Cane Maggiore
Corona Boreale
Vergine
Cane Minore
Ercole
Bilancia
Nave Argo
Lira
Scorpione
Idra
Cigno
Sagittario
Coppa
Cassiopea
Capricorno
Corvo
Perseo
Acquario
Centauro
Auriga
Pesci
Lupo
Ofiuco
Altare
Serpente
Corona Australe
Freccia
Pesce Australe
Aquila
Delfino
Cavallino
Pegaso
Andromeda
Triangolo

 

Le 48 costellazioni tolemaiche sono ancora presenti nelle moderne carte del cielo; la grande e scomoda Nave Argo è stata divisa in Carena, Vele e Poppa.

 

Successivamente vennero aggiunte varie costellazioni. In quelle che esistono ancora oggi, i nomi sono talvolta stati accorciati: ad esempio, Piscis Volans, il Pesce Volante, è diventato Volans, mentre Mons Mensae, la Table Mountain, di Città del Capo, in Sudafrica, si è accorciato in Mensa.

 

Ci fu anche un po’ di confusione a proposito di due delle costellazioni di Bayer, Apis (Ape) e Avis Indica (Uccello del Paradiso); le carte moderne indicano questa seconda costellazione come Apus.

 

Le altre costellazioni furono aggiunte dai seguenti autori:

> Tyco Brahe, 1590:

Chioma di Berenice

 

> Bayer, 1603:

Pavone, Tucano, Gru, Fenice, Dorado, Pesce volante, Idra maschio, Camaleonte, Uccello del paradiso, Triangolo australe, Indiano

 

> Royer, 1679:

Colomba (in origine "Columba Noachi", la Colomba di Noè), Croce del sud

 

> Hevelius, 1690:

Giraffa, Cani da caccia o Levrieri, Volpacchiotto (in origine "Vulpecula et Anser", il Volpacchiotto e l’Oca), Lucertola, Leone Minore, Lince, Scudo di Sobieski, Unicorno, Sestante (in origine "Sextans Uraniae", il Sestante di Urania)

 

> Lacaille, 1752:

Scultore (in origine "Apparatus sculptoris"), Fornace (in origine "Fornax chemica", la fornace chimica), Orologio a pendolo, Reticolo (in origine "Reticus rhomboidalis", il Reticolo romboidale), Bulino (in origine "Caela sculptoris", il Bulino dell’incisore), Pittore (in origine "Equuleus pictoris", il Cavalletto del Pittore), Pyxis (in origine "Pyxis nautica", la Bussola del marinaio), Antlia (in origine "Antlia pneumatica", la Macchina pneumatica), Ottante, Compasso, Squadra (in origine "Norma" o "Quadra Euclidis", la Squadra di Euclide), Telescopio, Microscopio, Mensa (in origine "Mons Mensae", la Table Mountain presso Città del Capo)

 

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LE COSTELLAZIONI CHE NON ESISTONO PIU’

 

E' qui presentato un elenco delle costellazioni che vennero rifiutate dopo la loro "nascita" da parte degli autori indicati:

> Tyco Brahe. attorno al 1559:

Antinoo (Antinous)

 

> Royer, 1679:

Nube Maggiore (Nubes Maior), Nube Minore (Nubes Minor), Giglio (Lilium)

 

> Hevelius, 1690:

Triangolo Minore (Trianglulum Minor), Cerbero (Cerberus)

 

> Halley, intorno al 1700:

Quercia di Carlo (Robur Caroli)

 

> Flamsteed, attorno al 1700:

Monte Menalo (Mons Maenalus), Cuore di Carlo (Cor Caroli)

 

> Bode, attorno al 1775:

Onori di Federico (Honores Federici), Scettro di Brandeburgo (Sceptrum Brandeburgicum), Telescopio di Herschel (Telescopium Herschelii), Pallone aerostatico (Globus Aerostaticus), Quadrante murale (Quadrans Muralis), Sagola del Solcometro (Lochium Funis), Macchina elettrica (Machina electrica), Tipografia (Officina typographica), Gatto (Felis)

 

> Le Monnier, 1776:

Renna (Tarandus), Solitario (Solitarius)

 

> Lalande, 1776:

Messier

 

> Poczobut, 1777:

Toro di Poniatowski (Taurus Poniatowski)

 

> Hell, attorno al 1780:

Salterio di Giorgio (Psalterium Georgianum)