Il Circolo Culturale Astrofili Trieste e Libreria Ubik, per il ciclo "Il Cosmo in Libreria", presentano:

Lontana 157 mila anni luce, la Grande Nube di Magellano - così chiamata in onore di Ferdinando Magellano, che la descrisse per la prima volta nei suoi viaggi di circumnavigazione terrestre - è una tra le più vicine galassie alla Via Lattea, tanto da esserne considerata probabile satellite; con massa un decimo di quella della nostra galassia ed un diametro di 14 mila anni luce, è composta da circa 20 miliardi di stelle. Considerata a lungo una galassia irregolare, una barra di notevole spessore che attraversa il suo centro suggerisce che la reale forma della Grande Nube di Magellano sia in realtà quella di una spirale barrata, notevolmente deformata dalle interazioni mareali dovute a successivi avvicinamenti alla Via Lattea.

Con l’avvento delle nuove tecnologie di imaging effettuato attraverso grandi telescopi professionali e non solo, questo “vicino di casa” mostra oggi in dettaglio la sua complessa morfologia: già dotata di quella che è la più vasta area nebulare di tutto il Gruppo Locale di galassie, nuovi ed inaspettati particolari dalla natura ancora ignota arricchiscono questo “vicino di casa” fornendo importanti indizi sulla sua turbolenta storia.

Su questo ed altro ancora relazionerà Stefano Schirinzi (Circolo Culturale Astrofili Trieste) ne "NEL GRUPPO LOCALE: I MISTERIOSI ARCHI STELLARI DELLA GRANDE NUBE DI MAGELLANO", nuovo appuntamento de “Il Cosmo in Libreria” che si terrà Lunedì 25 Marzo, con inizio alle ore 18:00, presso la Libreria Ubik (P.zza della Borsa, 15 Trieste).
Ingresso gratuito.

Per informazioni: info@astrofilitrieste.it

Il Circolo Culturale Astrofili Trieste e il Museo Civico di Storia Naturale di Trieste, per il ciclo "Viaggio nel Cosmo", presentano:

Grazie, alla ricerca di esopianeti, oggi è noto che quasi una stella su cinque possiede pianeti che orbitano nella cosiddetta “fascia di abitabilità”, laddove la temperatura potrebbe sostenere la vita almeno per come la conosciamo. L’esistenza o meno di civiltà aliene va però inquadrata in un’altra prospettiva: invece di chiederci se esiste una civiltà aliena in questo preciso momento storico, per esempio, potremmo chiederci se la nostra è un caso isolato in tutta la storia del Cosmo. La probabilità che tra i miliardi di miliardi di sistemi stellari presenti nel Cosmo, sia esistita una forma di civiltà tecnologicamente avanzata come la nostra è altissima: secondo le stime, ciò sarebbe accaduto quasi 10 miliardi di volte dai tempi del Big Bang e all'interno della Via Lattea, con le oltre mille e cinquecento miliardi di stelle di cui è composta, ci deve essere stata almeno una civiltà extraterrestre. Anche se non abbiamo la più pallida idea di quanta probabilità abbiamo di trovare vita intelligente su un determinato pianeta abitabile, abbiamo tuttavia individuato una soglia oltre la quale ci sono concrete probabilità che l'umanità non sia la prima civiltà sviluppata nella nostra galassia e nell'intero Universo.

E’ giusto considerare il carbonio quale elemento alla base della vita anche su pianeti diversi dal nostro? Ha senso la ricerca di segnali artificiali nella sola banda radio, secondo il programma S.E.T.I.? Siamo davvero certi di poter applicare la logica umana, il nostro modo di vedere e intendere le cose, la nostre conoscenze tecnologico-scientifiche per spiegare il fenomeno degli U.F.O.?


Di questo ed altro ancora relazionerà il Prof. Edoardo Bogatec, socio del Circolo Culturale Astrofili Trieste esperto in astrobiologia nella conferenza “DALL'ASTROBIOLOGIA AL PROGETTO S.E.T.I E AGLI U.F.O.: COSA C'E' DI CONCRETO SULLA POSSIBILITA' DI VITA AL DI FUORI DELLA TERRA?”, appuntamento del ciclo “Viaggio nel Cosmo”, con inizio alle ore 18:00 presso la Sala Incontri del Museo Civico di Storia Naturale (Via dei Tominz, 4; linee bus Trieste Trasporti: 11, 18 22)

Ingresso gratuito.

Per informazioni: info@astrofilitrieste.it

Il Circolo Culturale Astrofili Trieste e Libreria Lovat, per il ciclo "Il Cosmo in Libreria", presentano:

Il metodo più comodo, facile ed economico per avvicinarsi all’Astronomia è senz’altro l’osservazione del cielo stellato ad occhio nudo; orientarsi nella volta celeste al variare delle stagioni, comprendere la natura della Via Lattea o il moto dei pianeti lungo l’eclittica sono elementi che costituiscono certamente la base per comprendere come appare il Cosmo osservato dal nostro pianeta.

Pur trattandosi di un percorso tutt’altro che facile ed immediato, la comprensione del mutevole aspetto del cielo stellato tornerà utile al possessore del telescopio nel momento in cui rivolgerà la propria attenzione ai cosiddetti “oggetti del cielo profondo”: l’osservazione di un’associazione stellare su una mappa celeste, la differenza di luminosità delle due componenti di un sistema binario, la forma e il colore di una nebulosa planetaria, sono proprietà che, esaminate con attenzione, portano a comprendere le dinamiche che portano tali oggetti ad apparire in quel determinato modo.

Sull’interpretazione di come il Cosmo appare ad occhio nudo o all’osservazione con determinati strumenti relazionerà Stefano Schirinzi, socio del Circolo Culturale Astrofili Trieste, nel nuovo appuntamento de “Il Cosmo in Libreria” dal titolo “LE STELLE STANNO A GUARDARE...O NO? LA VOLTA CELESTE AD OCCHIO NUDO E CON IL TELESCOPIO” che si terrà Martedì 19 Marzo alle ore 18:00 presso la Libreria Lovat (c/o stabile OVS in Viale XX Settembre, 20 Trieste).

Ingresso gratuito.

Per informazioni: info@astrofilitrieste.it

Il Circolo Culturale Astrofili Trieste e il Museo Civico di Storia Naturale di Trieste presentano:

“VIAGGIO NEL COSMO: appunti di Astronomia per un viaggio tra pianeti, stelle e galassie"

MERCOLEDI’ 6 MARZO 2019: "UNIVERSI IN SCATOLA: L’USO DEI SUPERCALCOLATORI NEI PROBLEMI LEGATI ALLA FORMAZIONE DI GALASSIE ED AMMASSI DI GALASSIE"

Negli ultimi decenni, la nostra conoscenza scientifica della storia dell'Universo e' sensibilmente progredita. Grazie a numerosi strumenti come i grandi telescopi da 10 metri di diametro, il telescopio spaziale Hubble, i satelliti WMAP e PLANK, abbiamo raccolto una grande quantità di dati. Le nostre teorie cosmologiche e sulla formazione delle galassie e delle strutture a grande scala che esse stesse compongono, però, non sono ancora in grado di spiegare l'intero corpo osservativo acquisito. Uno dei problemi è che, dal punto di vista matematico, le equazioni che descrivono la formazione e l'evoluzione delle galassie non hanno soluzione analitica; quindi, per confrontare teoria ed osservazioni, l'unico sistema e' risolvere tali equazioni in modo numerico.

Relatore della serata sarà Giuseppe Murante, ricercatore all'INAF-Osservatorio Astronomico di Trieste. Si occupa da molti anni di formazione ed evoluzione di strutture cosmiche, in particolare galassie ed ammassi di galassie. Ha affrontato questo argomento soprattutto dal punto di vista teorico, utilizzando e scrivendo codici di simulazone numerica che risolvono le complesse equazioni che descrivono il fenomeno. Data la grande dimensione del problema, soprattutto in termini di differenza di scale a cui i vari processi accadono, tali codici devono essere impiegati su super-calcolatori che rendono possibile utilizzare simultaneamente migliaia o decine di migliaia di processori. GM e' autore di oltre un centinaio di pubblicazioni su riviste specializzate su queste tematiche. Inoltre, recentemente GM ha iniziato ad occuparsi anche di Astrobiologia, ed in particolare di studi teorici concernenti l'abitabilita', dai pianeti extrasolari alla Galassia intesa nel suo insieme.


Appuntamento che si terrà MERCOLEDI 6 MARZO con inizio alle ore 18:00 presso la sala incontri del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste, sito in via dei Tominz 4 (Bus n. 11, 18, 22).

INGRESSO GRATUITO FINO A ESAURIMENTO DEI POSTI DISPONIBILI