Luna sez14-Circolo Culturale Astrofili Trieste

Luna sezione 14

SEZIONE 14

ALIACENSIS: un cratere di 83 km di diametro, di forma irregolare; è situato appena all'esterno del perimetro del cratere WALTER; sotto di esso, il più piccolo cratere WERNER. Aliacensis è antico e possiede pareti interne terrazzate degradanti verso il picco centrale, posto nell'interno del suo pianoro costellato di piccoli crateri meteorici. E sud di Aliacensis si trovano altri due crateri molto antichi di cui rimangono solamente le pareti esterne, molto imperfette e simili a circhi: KAISER e NONIUS.

ALTAI, SCARP.: iIn questa Sezione troviamo molte formazioni di questo tipo. Questa è la maggiore frattura superficiale del settore esaminato; parte dal cratere Piccolomini e percorre verso nord-ovest una zona pianeggiante per terminare nella Sezione 13 vicino al cratere Tacito. La scarpate di Altai, in particolari condizioni di illuminazione, è visibile con un modesto strumento, poiché anche se non molto profonda è abbastanza larga da permettere il riconoscimento del suo percorso ombreggiato da una delle pareti.

APIANUS: un cratere di 62 km di diametro posto nelle vicinanze del limbo lunare, non lontano da PONTECOULANT e da un gruppo di crateri minori denominato VLACQ.

BIELA: Biela è molto alto; possiede pareti terrazzate e un picco centrale molto ben visibile. A nord-est le pareti di questo cratere sono state modestamente modificate dall'urto e dall'intrusione di un cratere più recente denominato BIELA A.

GOGUSLAWSKY: un cratere molto grande – 96 km di diametro – con pareti molto alte che in alcuni punti raggiungono i 3600 metri di altezza. Sfortunatamente è posto nelle vicinanze del limbo lunare e questo impedisce di cogliere dei particolari del suo pianoro interno, che dovrebbe essere molto vario e interessante viste le dimensioni del cratere.

BOUSSINGAULT: un'altra grande formazione posta sul limbo lunare; è un cratere che presenta almeno tre bordi ad anello concentrici, con un diametro massimo di 112 km, ben visibile con un modesto telescopio. Boussingault si distingue durante la librazione lunare quando presenta il massimo della sua grandezza. Nelle vicinanze si trovano altri due crateri minori, HELMHOLTZ – di 96 km di diametro – e NEUMAYER – 81 km. Nel 1954 da osservazioni effettuate da astronomi in questa regione si sono notate delle curiose formazioni ramificate "a raggi" attraversanti il cratere Helmholtz simili alle strutture originate da crateri di recente formazione; con tutta probabilità queste improvvise formazioni poi scomparse sono da attribuirsi ad un violento impatto avvenuto appena oltre il limbo lunare – nella parte opposta della Luna – e il cui materiale si è disperso sino in questa zona.

BUCH: un cratere molto regolare con un diametro di 48 km a nord-est di Maurolycus. Il pianoro interno è relativamente scosceso e alterato da cedimenti irregolari visibili come rigature seghettate attraversanti il piano stesso del cratere, attraversate qua e là da piccoli crateri. Il piccolo cratere "A" interrompe il bordo sud della formazione. Simile a Buch e posto a nord-est di trova BÜSCHING, con un diametro di 58 km e un pianoro che somiglia molto a Buch, con formazioni a faglia e particolarmente accidentato. La regione vicina a Buch e Büsching è altamente craterizzata; con un buon telescopio si contano a decine i crateri di una certa entità e sono molti quelli risolvibili con un modesto telescopio.

CURTIUS: situato nella regione polare non lontano da Moretus, questo cratere di 81 km di diametro è eccezionalmente profondo. Le sue pareti sono molto compatte, massicce e terrazzate mentre il suo piano interno mostra considerevoli dettagli. Purtroppo è situato in una posizione non adatta ad un attento esame.

CUVIERU: un cratere regolare, di circa 82 km di diametro, con alte pareti e un piccolo picco centrale. E' situato su di un altipiano ad ovest del gruppo Licetus-Heraclitus. Vicino a Cuvier si trovano CLAURANT, che possiede al suo interno due crateri recenti molto ben risolvibili, e BRACO, di circa 64 km di diametro con pareti molto basse e rovinate ed un piccolissimo picco centrale.

DEMONAX: questo grande cratere con un diametro di 120 km si trova sul limbo lunare e può essere studiato solamente durante i periodi di librazione lunare favorevoli. Possiede pareti non molto elevate e scarsamente regolari.

FABRICIUS: cratere di 82 km di diametro formatosi sulle rovine di un altro cratere più grande ed antico – JANSSEN – possiede un pronunciato picco centrale che si erge su un piano interno molto irregolare contornato da pareti che raggiungono i 3000 metri di altezza. Una lunga frattura superficiale lo attraversa da nord a est, visibile in particolari condizioni di illuminazione.

FARADAY: una formazione craterica molto irregolare con un diametro di circa 64 km, situata sul bordo di un cratere più antico, STÖFLER. All'interno di Faraday ci sono due crateri più piccoli e più recenti molto ben visibili; all'atto della formazione questi due crateri hanno causato notevoli deformazioni e fratture nel piano interno del cratere che possono essere osservate con un telescopio di circa 250 mm di diametro in buone condizioni di ‘seeing'.

HAGECIUS: una formazione craterica molto peculiare inclusa nel gruppo VLACQ e non molto distante dal limbo lunare. Ha un diametro di circa 82 km, ma ad ovest le sue pareti sono state modificate da ben cinque impatti meteorici recenti che hanno formato altrettanti crateri di cui tre individuabili con il telescopio; gli impatti hanno causato una ‘pioggia' di micrometeoriti sul piano interno di Hagecius, che ora si presenta molto craterizzato e privo di picco centrale.

HERACLITUS: formazione craterica allungata, grande e irregolare caratterizzata da una faglia che ne attraversa il pianoro interno da parte a parte; la sua estremità meridionale è arrotondata dal cratere Heraclitus D. Questo cratere costituisce un gruppo di tre formazioni simili insieme a Cuvier e Licetus. Quest'ultimo, posto tra Heraclitus e Stöfler, ha un diametro di 74 km con pareti quasi inesistenti, molto basse, ed un picco centrale collinoso; le sue pareti incrociano verso sud quelle formanti Heraclitus. L'intero gruppo è molto ben visibile soprattutto grazie alla frattura interna di Heraclitus ed al pianoro interno – molto scuro – del cratere Stöfler.

JACOBI: cratere di 66 km di diametro; possiede delle pareti molto alte che raggiungono i 3200 metri di altezza, rendendolo ben visibile al telescopio. E' un cratere non molto vecchio e ben formato, senza particolari caratteristiche nel suo pianoro interno. Vicino a Jacobi si trovano KINAU – 42 km di diametro – e LILIUS – con 51 km di diametro; entrambi possiedono delle pareti molto alte e ben formate ed un considerevole picco centrale.

JANSSEN: questo grande ed antico cratere ha un diametro di più di 180 km e costituisce una delle maggiori formazioni lunari. Le sue pareti sono ormai distrutte e consumate dal tempo, interrotte verso nord dal più recente cratere Fabricius e a sud-est da LOCKYER, un cratere di 48 km di diametro che presenta un piano interno molto riflettente.

KINAU: questo cratere molto ben marcato è stato descritto con JACOBI.

LEIBNITZ, Mou.: queste montagne sono poste proprio sul limbo lunare ed erano considerate le più elevate dell'intera superficie lunare proprio perché osservate lungo il bordo lunare, quindi in una posizione di massimo sviluppo angolare.

MANZINUS: un grande cratere di 88 km di diametro, con pareti che raggiungono i 4400 metri di elevazione e a conformazione terrazzata degradante verso il piano interno del cratere.

MAUROLYCUS: cratere del diametro di 110 km situato ad ovest dello scuro piano interno di Stöfler. Le sue pareti medio-alte si elevano fino a 5 000 metri e sono interrotte in più punti da impatti meteoritici e presentano delle aree interessate da movimenti franosi. Il pianoro interno presenta varie fratture e resti di vecchi piccoli crateri; alcune montagne costituiscono il picco centrale. Immediatamente all'esterno di Maurolycus verso sud-ovest si trova BAROCIUS con un diametro di 80 km; possiede pareti molto alte interrotte da due considerevoli cratere meteoritici, BAROCIUS B a nord-est e CLAIRAUT a sud-ovest. Sia Maurolycus che Barocius giacciono su una antica struttura meteoritica da essi quasi completamente distrutta: il fatto interessante è che si tratta di uno dei rari casi in cui due grosse formazioni sono succedute ad una più piccola. Questa regione della Luna è comunque estremamente complessa con conformazioni superficiali di vario tipo modellate da continui sommovimenti che ne anno modificato le strutture.

MORETUS: é uno dei più perfetti crateri lunari, con un diametro di circa 120 km; possiede pareti elevate, ben conservate e completamente terrazzate. Il pianoro centrale è molto scuro con un meraviglioso picco centrale molto ben formato e molto elevato, probabilmente il più alto della Luna con i suoi 2 000 metri, e coronato sulla sommità da una serie di colline. Sfortunatamente Moretus è situato molto vicino al limbo lunare e quindi risulta difficile l'identificazione delle molte formazioni interne al piano centrale.

MUTUS: un cratere di 80 km di diametro vicino a Manzinus; le sue pareti sono elevate raggiungendo altezze di 4400 metri. Nel suo pianoro si trovano due crateri di recente formazione e di facile riconoscimento; l'area tra Mutus e Tannerus è costellata da crateri da impatto.

NEARCH: questo cratere di 61 km di diametro è situato vicino a Hommel e Hagecius; il pianoro interno di Nearch contiene numerosi crateri minori di dimensioni diverse. Immediatamente a sud si trova un cratere profondo, NEARCH A , con un evidente e ben visibile picco centrale.

NICOLAI: un cratere regolare di 43 km di diametro abbastanza recente, con pareti che si elevano fino a circa 1 500 metri. Nicolai si erge a destra di un altopiano che non è stato molto interessato da impatti meteoritici ed è quindi identificabile molto facilmente su di una superficie molto regolare, anche con un modesto telescopio.

PICCOLOMINI: uno splendido cratere che si erge alla fine delle Altai Scarp, con un diametro di 89 km e con pareti che nei punti più alti raggiungon i 4 800 metri. A sud le pareti presentano una struttura molto inusuale, terrazzate e interrotte da strutture a faglia; il picco centrale è uno dei più begli esempi riscontrabili. Tra Piccolomini e il gruppo ZAGUT si trova il cratere ROTHMAN che presenta un picco centrale molto elevato, situato però in posizione decentrata rispetto al piano interno.

PONTANUS: un cratere di 45 km di diametro con pareti molto rovinate e discontinue. Non possiede picco centrale ma presenta un cratere posto proprio al centro della formazione. E' possibile che sia stato proprio un meteorite a cadere nel centro del pianoro interno e distruggere il picco centrale.

RABBI LEVI: é un cratere di un gruppo situato ad est di Piccolomini; gli altri membri sono RICCIUSLINDENAUZAGUTCELSIUS e WILKINS. Rabi Levi ha un diametro di 80 km con pareti molto irregolari e scoscese di media altezza, mentre nel suo interno troviamo numerosi crateri e colline. Celsius, separato da Rabbi Levi da una vallata molto scoscesa, è piccolo e distinguibile per un profondo cratere quasi al centro del pianoro interno. Riccius, con un diametro di 80 km, presenta pareti molto imperfette ed il pianoro interno è costellato da piccoli impatti meteoritici. Wilkins e Zagut sono crateri del medesimo tipo, uno di 56 km e l'altro di 80 km di diametro.

SCHÖMBERGER: un grande cratere di 54 km di diametro situato vicino al limbo lunare nella regione di Boguslawsky. Molto vicino si trovano anche SCOTT e AMUNDSEN. Le pareti di Scott hanno danneggiato quelle di Amundsen; purtroppo sono troppo vicini al terminatore per osservarne i dettagli.

STIBORIUS: cratere di 140 km dal fondo piano e molto scuro, ad ovest di Maurolycus, facilmente riconoscibile in qualsiasi condizione di illuminazione. La parete orientale è distrutta dall'intrusione di diversi crateri, il maggiore dei quali è Faraday, la cui parete sud è disturbata da Faraday C, che a sua volta disturba Stöfler P. Il piano interno contiene molti dettagli ben osservabili grazie al fondo scuro e molto ben delineati, che richiedono molto attenzione all'osservazione.

VLACQ: cratere molto profondo di 90 km di diametro con un picco centrale simile a una grande e ben definita collina che si eleva per 3 200 metri dal fondo craterico.

WERNER: il "gemello" di Aliacensis, è più piccolo con un diametro di 71 km, estremamente regolare, con bordi molto alti e ben conservati che raggiungono altezze di 4 600 metri, notevolmente più ripide e arrotondate di quelle dei crateri vicini. L'interno di Werner è costellato di numerosi piccoli rilievi, mentre al suo centro si erge un bellissimo picco montagnoso.

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