Luna sez8-Circolo Culturale Astrofili Trieste

Luna sezione 8

SEZIONE 8

ARISTARCHUS: questo è uno dei crateri più interessanti della Luna e verrà descritto a parte; è qui sufficiente dire che è molto brillante, e non solamente con tutte le condizioni di illuminazione ma anche quando risulta in ombra completa, illuminato soltanto dalla "luce cinerea".

BESSARION: un cratere di 11 km di diametro posto nell'Oceanus Procellarum. Possiede un picco centrale molto ben conservato e una serie di fratture radiali che ne attraversano il piano interno in direzione sud-est. A nord di Bessarion troviamo un altro cratere che pur essendo simile in brillantezza è però più piccolo di esso: VIRGIL .

BRAYLEY: un altro cratere simile al precedente, ma con un diametro di 18 km. Anch'esso presenta un picco collinoso centrale, e delle profonde fessurazioni del piano interno che si estendono radialmente. A sud-ovest troviamo un piccolo cratere brillante denominato Brayley-B.

BRIGGS: situato nell'Oceanus Procellarum, questo cratere ha un diametro di 61 km ed è molto ben definito. Possiede pareti di media altezza, e non è molto lontano da un altro cratere, Otto Struve. Particolari ed in fase di studio sono le dorsali che collegano Briggs al vicino cratere Seleucus.

CARDANUS: questo cratere ed il cratere KRAFFT costituiscono una notevole coppia posta nella regione periferica, all'estremo bordo dell'Oceanus Procellarum. Cardanus ha un diametro di 59.2 km e pareti continue che raggiungono i 1,220 metri. Sulla sua superficie interna si possono notare una montagna centrale e numerosi piccoli crateri. A sud-ovest, fra Cardanus e Reiner, si trova il piccolo e brillante cratere GALILEO . Galileo è certo alquanto brillante, ma una formazione di 16.6 km è di certo inadeguata per onorare il primo uomo che abbia rivolto il telescopio verso la Luna!

CAVALERIUS: è l'elemento di separazione settentrionale della catena che comprende Hevel, come pure Lohrmann, Riccioli e Grimaldi (Sezione 9). Cavalerius è ben definito, con un diametro di 74 km e una cresta centrale al suo interno, rispetto al quale le pareti raggiungono i 3 050 metri. Si rivela molto fine all'osservazione quando giace sul terminatore. Poco ad ovest di esso, vi è un superbo esempio di cupola con un cratere sulla sommità.

DE L'ISLE: De L'Isle ha un diametro di 29.6 km e forma una coppia con il meno regolare DIOPHANTUS , a sud, che ha un diametro di 24 km circa. Entrambi i crateri presentano picco centrale. Nella zona vi sono parecchie cupole che ben meritano di essere studiate.

ENCKE: un cratere che può essere considerato come il "gemello" di Kepler; ma ne è un gemello dissimile, dal momento che è molto meno brillante e non è al centro di un sistema di raggi. Ha un diametro di 37 km e le pareti sono piuttosto basse. Non presenta picco centrale, ma al suo interno troviamo invece una cresta. Ad est si trova la formazione MÖSTLIN , poco appariscente e poco importante.

GRUITHUISEN: cratere brillante dell'Oceanus Procellarum, di 18.5 km di diametro. La zona compresa fra questi e Aristarchus è di grande interesse. Vi troviamo i piccoli, brillanti crateri ÄNGSTROM e WOLLASTON ed il KRIEGER , piuttosto grande e meno regolare, assieme a fessure e a cupole. L'anello incompleto PRINZ mostra delle cupole al suo interno, ed altre si trovano nelle vicinanze. Le HARBINGER MOUNTAINS non formano una vera e propria catena, ma prendono la forma di gruppi di colline, la più alta delle quali raggiunge i 2 440 metri; pur tuttavia, è probabile che le Harbinger un tempo facessero parte della linea perimetrale del Mare Imbrium, e collegassero forse i più recenti Carpathian con le Jura Mountains.

HERCYNIAN, Mou.: una catena situata sul bordo lunare, vicino a Otto Struve. Una buona osservazione è difficile, ma i suoi picchi superano probabilmente i 2 135 metri di altezza.

HERODOTUS: il cratere compagno di Aristarchus. Ha una larghezza di 42.6 km e il fondo scuro, in netto contrasto con la brillantezza del suo vicino. Le sue pareti raggiungono circa i 1 200 metri; la forma del cratere non è molto regolare. Collegata a Herodotus vi è la "grande Valley", altrimenti nota come Schröter's Valley. Vi è stata una disputa sul fatto che la Valley si diparta dall'interno di Herodotus o meno.

HEVEL: un grandioso cratere da 129.5 km nella catena Grimaldi. Le sue pareti hanno una collocazione quasi lineare, e raggiungono i 1 830 metri al di sopra di un fondo decisamente convesso, che contiene una montagna centrale. Hevel è noto per il sistema di fessure al suo interno; inoltre, nelle vicinanze si possono osservare delle cupole.

HORTENSIUS: un cratere della profondità di 18.5 km nell'Oceanus Procellarum. E' ben conformato e presenta pareti alquanto brillanti. E' interessante per il gruppo di cupole che si trovano a nord di esso. Studi condotti da P.J. Cattermole mostrano che parecchie di queste cupole presentano delle cavità sulla loro sommità.

KEPLER: per quanto riguarda il diametro (40.7 km) e la forma, Kepler è molto simile a Encke, ma assai più brillante e si trova al centro di un sistema di raggi più importante. Presenta una montagna centrale e le pareti sono tanto terrazzate che in alcuni punti sembrano doppie. A sud-ovest vi è un piccolo, profondo cratere, Kepler A. Vale pure la pena di osservare che anche Kepler, come l'ancor più brillante Aristarchus, presenta delle bande radiali, per quanto esse non siano così rilevanti quanto quelle di Aristarchus.

KUNOWSKY: un piccolo cratere della larghezza di 22.2 km, a sud-ovest di Encke. Sul fondo si nota una cresta centrale piuttosto bassa.

MARIUS: un cratere ben delineato con un diametro di 40.7 km nell'Oceanus Procellarum. Il suo interno presenta una collina centrale molto bassa e delle striature brillanti. Molto a sud-est si trova il suo "gemello" REINER , leggermente più piccolo (diametro 37 km), con pareti brillanti ma un fondo scuro.

MAYER, TOBIAS: cratere delle Carpathian Mountains, di 40.7 km di diametro e con una collina centrale; vicino ad esso, ad ovest, c'è Tobias Mayer A, di dimensioni più ridotte ma pure con una collina centrale. Le fessure e le cupole presenti in questa regione meritano di essere esaminate con cura.

MILICHIUS: piccolo cratere brillante con un diametro di 14.8 km, situato nell'Oceanus Procellarum ad est di Copernicus. Ad est di esso si trovano una magnifica cupola con una cavità sulla sua sommità e, poco distanti, parecchie altre cupole.

OLBERS: cratere di 74 km vicino al lembo, non lontano da Cavalerius. E' un peccato che si trovi in una posizione così infelice, dal memento che è un centro radiante importante. Analogamente a tutti I crateri radianti esso è molto brillante. In condizioni di librazione favorevoli, si possono scorgere altre formazioni ancora più vicine al lembo.

PRINZ: un anello incompleto delle Harbinger Mountains descritto assieme a Gruithuisen.

PROCELLARUM, M.: l' ampio "Oceano delle Tempeste" presenta una superficie di 5 180 000 km 2 ed è molto più grande del nostro Mediterraneo, ma non è uno dei mari circolari ben formati e potrebbe trattarsi di uno straripamento del Mare Imbrium nella depressione lasciata da una formazione più antica prodottasi agli albori della storia della Luna – questa comunque è una speculazione, e potrebbe ben essere errata. Ad ogni buon conto, la superficie è molto più chiara e chiazzata di quella del Mare Imbrium. Si estende alle Sezioni 5 e 9, e si unisce al Mare Nubium, al Mare Humorum, al Mare Imbrium e al Sinus Roris. Dei numerosi crateri esistenti sulla sua superficie Copernicus è quello di gran lunga più imponente. In condizioni di librazione sfavorevole, l'Oceanus si spinge quasi fino al lembo della Luna, sebbene nessuna sua porzione si trovi sull'emisfero opposto.

REINER: Reiner non è dissimile da Marius, ed è stato descritto assieme ad esso

SELEUCUS: può essere considerato come il gemello di Briggs, al quale è collegato da delle dorsali. Il suo diametro è di 59.2 km; presenta pareti terrazzate che si spingono fino a 3 050 metri al di sopra della superficie interna, contenente un picco centrale. A nord-ovest di Seleucus si trova il notevole cratere SCHIAPARELLI , di 33.3 km; una striatura chiara si diparte da esso in direzione sud-est, cosicché, in condizioni di luce intensa, Schiaparelli diviene facile da trovare.

STRUVE, OTTO: un'ampia delimitazione formata da due antichi anelli, ciascuno con un diametro di circa 185 km, che costituiscono ora un'antica formazione, mentre la parete orientale è in effetti una cresta parallela alle Hercynian Mountains. Nel 1952, è stato scoperto un ampio cratere contenente un cratere centrale al di là di Otto Struve verso il lembo e visibile solamente in condizioni di estrema librazione; questa scoperta è stata poi confermata e denominata CARAMUEL . E' un oggetto superbo ma, ovviamente, estremamente difficile da vedere.

SVEN HEDIN: un'ampia formazione di 111 km, di forma irregolare e con pareti interrotte, situata fra Hevel e Cavalerius da una parte e il lembo dall'altra. E' molto difficile da studiare anche in condizioni di librazione ottimale, ma è molto complessa e merita di essere presa in considerazione. A nord la sua parete è interrotta da un notevole cratere, BAUM.

VASCO DE GAMA: nonostante il suo diametro di 92.5 km e una cresta centrale che si spinge fino ad un picco nel suo punto mediano, Vasco de Gama è difficile da esaminare data la sua sfavorevole collocazione, molto vicino al lembo. Si trova a nord di Olbers e ad est di Cardanus e Krafft. Fa parte di un gruppo di importanti pianori ad anello non ancora adeguatamente rilevati e tracciati.

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